Il pianista
È la storia di Wladyslaw Szpilman, pianista ebreo polacco, attraverso la Seconda Guerra Mondiale, dall’occupazione di Varsavia all’arrivo dell’Armata Rossa. Il film è diviso in due parti: la prima è incentrata sulla famiglia Szpilman, dall’iniziale mix di stupore e indignazione per le leggi razziali alla reclusione nel ghetto, infine alla deportazione; col treno che parte, e Wladyslaw che rimane giù, inizia la seconda parte, la fuga del pianista, il suo continuo cambiar nascondiglio, sempre a un passo dalla cattura, a mezzo dalla morte, a nessuno dall’orrore che in quegli anni ha avvolto Varsavia – non solo Varsavia.
Vale la pena? — Il pianista
3 motivi per guardarlo
- La scena del pianista che suona per l'ufficiale nazista ti lascia senza fiato no joke
- Adrien Brody che si nasconde tra le macerie di Varsavia è pura tensione da brividi
- Il finale con l'Armata Rossa che arriva ti fa sentire tutto il peso della storia
A chi piacerà
Se hai amato la tensione di From o le atmosfere cupe di Dark, ma vuoi qualcosa di reale che ti spacca la testa. Perfetto per le serate in cui cerchi un film che ti rimane dentro.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui è tutto lento e psicologico
- Ti avverto: scene forti e crude, non è una serata leggera
- Skip se non hai voglia di sottotitoli e dialoghi intensi
Commenti (9)
Boh, l'ho visto ieri sera. Carino, ma niente di che. Skip se non sei appassionato di storia.
La scena del pianoforte muto con l'ufficiale tedesco è una di quelle che ti resta dentro. Non per la musica, ma per il silenzio carico di tutto quello che non si può dire. Regia asciutta, niente melenso.
Fra, Brody spacca. La trasformazione fisica da pianista elegante a fantasma scheletrico è agghiacciante. La regia di Polanski ti butta dentro il ghetto senza filtri, nessuna edulcorazione. Ci sta.
Mai capito perché lo considerano un capolavoro. Si trascina per due ore e mezza, scene di sopravvivenza ripetitive. Adrien Brody fa il solito sguardo perso, ma alla fine mi sono annoiato parecchio.
Tre stelle e basta. Lo guardi una volta, colpisce, ma non ha rewatch value. Ormai i film sulla Shoah sono troppi, questo è ben fatto ma non mi ha stravolto.