In cerca di Bobby Fischer
Un padre (Mantegna) scopre che il proprio figlio Josh, di sette anni, ha una predisposizione per il gioco degli scacchi. Decide di fargli prendere lezioni da un ex grande campione (Kinsley) che paragona il talento del bambino a quello del più famoso scacchista americano: Bobby Fisher. Il bambino inizia così la sua carriera. Ma molto presto il padre si rende conto di come questo gioco si possa trasformare in una totalizzante e malsana passione che può isolare dal resto del mondo da chi ne è pervaso. È un grande rischio per il bambino che ormai difficilmente riuscirà a sottrarsi dai meccanismi del successo.
Vale la pena? — In cerca di Bobby Fischer
3 motivi per guardarlo
- Il bambino che gioca a scacchi come un adulto ti fa dire 'ma come fa a 7 anni?'
- La tensione dei tornei è più avvincente di una partita a Fortnite
- La scena finale ti lascia con un nodo in gola senza essere cringe
A chi piacerà
Se hai amato le storie di talenti precoci tipo Mare Fuori ma senza violenza. Perfetto per una serata tranquilla in cui vuoi qualcosa che ti coinvolga senza spaccarti la testa.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione, qui si parla solo di scacchi
- Il padre a volte è più stressante di un esame all'università
- Non aspettarti colpi di scena alla Money Heist, è tutto molto lineare
Commenti (1)
la vicenda di un ragazzo prodigio degli scacchi. La pellicola è gradevole, il cast è valido e si guarda volentieri. Fa pensare anche alla vita di questi giovani talenti e a quanto sia difficile conciliare la normalità dell'adolescenza con le rinunce richieste dalla fama.