L'immensità
Roma, anni 70: un mondo sospeso tra quartieri in costruzione e varietà ancora in bianco e nero, conquiste sociali e modelli di famiglia ormai superati. Clara e Felice si sono appena trasferiti in un nuovo appartamento. Il loro matrimonio è finito: non si amano più, ma non riescono a lasciarsi. A tenerli uniti, soltanto i figli su cui Clara riversa tutto il suo desiderio di libertà. Adriana, la più grande, ha appena compiuto 12 anni ed è la testimone attentissima degli stati d’animo di Clara e delle tensioni crescenti tra i genitori. Adriana rifiuta il suo nome, la sua identità, vuole convincere tutti di essere un maschio e questa sua ostinazione porta il già fragile equilibrio familiare ad un punto di rottura. Mentre i bambini aspettano un segno che li guidi, che sia una voce dall'alto o una canzone in tv, intorno e dentro di loro tutto cambia.
Vale la pena? — L'immensità
3 motivi per guardarlo
- Penélope Cruz che canta e balla nei varietà anni '70, una scena che ti resta in testa
- La tensione tra i genitori è palpabile come in Mare Fuori ma in salotto
- La scelta di Adriana di rifiutare il suo nome ti fa capire tutto senza spiegoni
A chi piacerà
Se hai amato le atmosfere di Euphoria ma in versione anni '70 italiana, tipo SKAM Italia con i genitori. Perfetto per le serate in cui vuoi qualcosa che ti faccia pensare ma senza sermoni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- Skip se odi i film dove 'non succede niente', qui la tensione è tutta sottotraccia
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