L'ultimo imperatore

L'ultimo imperatore

7.6 1987 160 min HD

Manciuria, confine tra Unione Sovietica e Cina, anno 1950. Un treno militare proveniente dalla Russia sovietica e carico di criminali di guerra accusati di aver collaborato con l'invasore giapponese durante la guerra fa il suo arrivo in un avamposto della Repubblica Popolare Cinese. Tra i prigionieri vi è Aisin Gioro Pu Yi, l'ultimo e ormai ex imperatore cinese: non si distingue per nulla dagli altri prigionieri, e i soldati lo trattano con la stessa durezza che riservano agli altri ostaggi. Facendo drammaticamente i conti con un avvenire nei panni di un carcerato senza importanza e prospettive, peraltro alla totale mercé di un feroce e onnipotente regime comunista, tenta il suicidio tagliandosi le vene e immergendole nell'acqua calda di uno squallido gabinetto. Mentre i guardiani tentano di sfondare la porta, intuendo il sospetto, la mente del moribondo inizia a rievocare la sua vita fin dal primo ricordo d'infanzia.

Verdetto

Vale la pena? — L'ultimo imperatore

3 motivi per guardarlo

  • La scena di Pu Yi che corre nella Città Proibita è pura epica cinematografica
  • Peter O'Toole da maestro che ti fa capire la storia senza lezioni noiose
  • I costumi e le location ti fanno sentire dentro un documentario che spacca

A chi piacerà

Se hai amato The Crown o le parti storiche di Stranger Things e cerchi qualcosa di serio ma non pesante. Perfetto per una domenica pomeriggio quando vuoi immergerti in un'altra epoca.

3 motivi per non guardarlo

  • Ti avverto: è lungo quasi 3 ore, prepara lo snack
  • Se cerchi azione tipo The Boys qui trovi zero
  • La prima parte è lenta, ma poi decolla

Commenti (5)

  • Visto per la seconda volta, mi ha emozionato ancora di più. La scena del bambino che sale sul trono è un pugno nello stomaco. Assolutamente da recuperare.

  • E' uno di quei film che ti fa capire quanto la vita possa cambiare in modo assurdo. La colonna sonora di Ryuichi Sakamoto è da brividi, specialmente la title track.

  • John Lone e Peter O'Toole giganti, ma la storia è troppo distaccata, non riesci a empatizzare con Pu Yi. Resta un'opera visivamente imponente.

  • La fotografia di Vittorio Storaro è pazzesca, ogni inquadratura è un quadro. Peccato che il ritmo sia lento, mi sono addormentato due volte.

  • Mai capito perché lo considerano un capolavoro, sembra un documentario noioso pieno di scene che potevano essere tagliate. Tre ore buttate.

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