La chiave
La vicenda del film si svolge a Venezia, una Venezia del tempo fascista alla vigilia della dichiarazione della seconda guerra mondiale. E' la storia di un anziano professore inglese, direttore della Biennale d'arte, e della sua giovane moglie Teresa. Ambedue sono alla ricerca del proprio "io" nel loro rapporto sessuale. Un giorno il marito lascia di proposito sul pavimento del suo studio la chiave che apre il cassetto in cui tiene nascosto il diario ove egli narra le sue lussuriose fantasie. Teresa, per caso, trova la chiave, apre il cassetto e si impossessa del diario. Lo legge ed è spinta, a sua volta, a scriverne uno suo in cui anch'essa confessa tutta la sua passione amorosa e gli inganni che essa consuma insieme al giovane fidanzato della figlia.
Vale la pena? — La chiave
3 motivi per guardarlo
- Stefania Sandrelli in un erotismo anni '80 che spacca, tipo Euphoria ma vintage
- La scena del diario segreto scoperto è puro dramma da tradimento
- Atmosfera veneziana fascista che ti fa sentire in un altro mondo, no joke
A chi piacerà
Se hai amato le scene di tensione sessuale di Mare Fuori o il dramma familiare di SKAM Italia. Perfetto per una serata in cui vuoi qualcosa di diverso dai soliti film moderni.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione, qui zero: è tutto dialogo e atmosfera
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per le serate popcorn
- La trama a volte confusa, skip se non hai voglia di concentrarti
Commenti (6)
Mai capito perché lo considerino un cult. La coppia protagonista non ha chimica, il dramma sembra forzato e il finale lascia solo un senso di incompiuto. Fatto coi piedi secondo me.
Spacca tantissimo! No joke, uno dei drammi romantici più sottovalutati degli anni '80. La tensione tra i personaggi è palpabile, ogni sguardo dice qualcosa. Merita un rewatch per cogliere i dettagli.
Fra, questo film è un mood. Atmosfera anni '80 malinconica che ti prende, anche se la trama in sé non è niente di che. Ci sta per una serata tranquilla.
Ho rivisto La chiave dopo anni e boh, mi ha colpito diversamente. La fotografia è bellissima, quei colori smorti che raccontano più dei dialoghi. Forse da giovane non l'avevo apprezzato abbastanza.
Tre stelle e basta. La storia di un matrimonio che si sgretola, ma la regia è troppo lenta per i miei gusti. Mi aspettavo più pathos.