Lupo bianco
Si intitola “Lupo bianco” il lungometraggio ispirato alla storia vera di Carlo Olmo, avvocato di Vercelli e fondatore dell’Accademia Shen Qi Kwoon Tai che durante la prima ondata del coronavirus è sceso in campo recuperando in quantità industriale dispositivi di protezione individuale e donandoli alla comunità. Proprio mentre in tutta Italia le mascherine scarseggiavano e la popolazione era nel panico più totale, Olmo si è adoperato per aiutare la popolazione. Ha acquistato 160mila mascherine (tra quelle chirurgiche e le Ffp2) che ha donato ai vercellesi, ai dottori e agli infermieri che lavoravano in prima linea negli ambulatori dei medici di famiglia, negli ospedali e nelle Rsa. Una quantità ingente di preziose protezioni che Olmo è riuscito a distribuire gratuitamente anche fuori provincia facendo arrivare la sua generosità in diversi ospedali lombardi (allora fortemente in affanno) e in quelli liguri.
Vale la pena? — Lupo bianco
3 motivi per guardarlo
- La storia vera di un avvocato che diventa eroe mascherando l'Italia quando tutti erano nel panico
- Remo Girone e Sebastiano Somma che si passano il testimone tipo nonni di Mare Fuori
- La scena del carico di mascherine che arriva in ospedale ti fa sentire un brivido, no joke
A chi piacerà
Se hai visto Boris e ti è piaciuta la parte seria su come si fa qualcosa di buono in Italia. Perfetto per una serata tranquilla con i genitori o quando vuoi una storia che non sia solo intrattenimento.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o drammi tipo Gomorra, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- La trama è lineare, niente colpi di scena che ti spaccano la testa
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