Mio fratello, mia sorella
Alla morte del padre, Tesla e suo fratello Nik si ritrovano, per un singolare patto successorio, a dover convivere per un anno sotto lo stesso tetto, pur non essendosi più visti da più di vent’anni. Nella casa vivono anche i figli di Tesla: Sebastiano, un violoncellista di grande talento affetto da schizofrenia ad alto funzionamento, al quale la donna ha dedicato la vita e un’ossessiva e soffocante protezione, e Carolina, con la quale invece ha un rapporto difficile e conflittuale. La convivenza difficile innescherà scontri e continui battibecchi tra Nik e Tesla, due fratelli agli antipodi, e la nascita di un inaspettato forte legame tra Nik e suo nipote Sebastiano. Col tempo tutti troveranno pian piano un equilibrio, fino a quando una serie di eventi porteranno i personaggi a dover fare i conti con le proprie paure e segreti, in un difficile viaggio verso il perdono e l’accettazione di sé stessi e dei loro legami affettivi e familiari.
Vale la pena? — Mio fratello, mia sorella
3 motivi per guardarlo
- La convivenza forzata tra fratelli che si odiano è più divertente di una puntata di Mare Fuori
- Ludovica Martino (la Chiara di SKAM Italia) porta quel tocco giovane che spacca
- I battibecchi tra Tesla e Nik ti fanno ridere e pensare 'fra, ma sono così io e mio fratello'
A chi piacerà
Se ti piacciono le serie italiane tipo SKAM Italia o Zero, ma vuoi qualcosa di più familiare e meno dark. Perfetto per una serata tranquilla in cui cerchi dramma ma senza sbatti.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena tipo Money Heist, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- La trama a volte è prevedibile, skip se non sopporti i drammi familiari scontati
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a dire la tua.