Palazzina LAF
1997. Caterino, uomo semplice e rude è uno dei tanti operai che lavorano nel complesso industriale dell’Ilva di Taranto. Quando i vertici aziendali decidono di utilizzarlo come spia per individuare i lavoratori di cui sarebbe bene liberarsi, Caterino comincia a pedinare i colleghi e a partecipare agli scioperi solo ed esclusivamente alla ricerca di motivazioni per denunciarli. Ben presto, non comprendendone il degrado, chiede di essere collocato anche lui alla Palazzina LAF, dove alcuni dipendenti, per punizione, sono obbligati a restarvi privati delle loro consuete mansioni. Questi lavoratori non hanno altra attività se non quella di passare il tempo ingannandolo giocando a carte, pregando o allenarsi come fossero in palestra. Caterino scoprirà sulla propria pelle che quello che sembra un paradiso, in realtà non è che una perversa strategia per piegare psicologicamente i lavoratori più scomodi, spingendoli alle dimissioni o al demansionamento.
Vale la pena? — Palazzina LAF
3 motivi per guardarlo
- Elio Germano che interpreta un operaio che fa la spia sui colleghi, una performance che ti spacca la testa
- La scena del primo sciopero dove Caterino prende appunti è pura tensione
- La Palazzina LAF come luogo di punizione ti fa capire il degrado senza bisogno di discorsi lunghi
A chi piacerà
Se hai visto Gomorra o Mare Fuori e ti interessa il lato oscuro del lavoro in Italia. Perfetto per chi cerca storie vere ma con quel tono dark stile Suburra.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione tipo John Wick, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- La trama è lineare, niente colpi di scena a sorpresa
Commenti (1)
che delusione, un film che poteva essere bello ma è venuto male, argomento importante ma sprecato