Perduto amor
Il film, idealmente diviso in tre parti, descrive la formazione (tra la metà degli anni '50 e la metà degli anni '60) di un giovane siciliano. Nella prima parte (che va dalla fine del festival di San Remo del 1955 all'autunno-inverno dello stesso anno), il personaggio, Ettore Corvaja, ha otto-nove anni. La sua famiglia e la sua Sicilia, forse sono vere, forse no. Il bambino cresce tra la gioia di vivere di quel tempo e gli insegnamenti del suo mentore, un colto aristocratico del paese. Nella seconda parte Ettore ha vent'anni e ha già fatto le sue scelte e i suoi studi. Siamo nel pieno del boom economico e delle sue contraddizioni. Nella Terza parte Ettore è a Milano. Scopre una città piena di fermenti e di frenesia. Entra nel mondo della musica che guarda con sospetto. La sua aspirazione è scrivere. Incontra un gruppo esoterico che gli apre un nuovo mondo. Capisce la bellezza della scoperta di sé.
Vale la pena? — Perduto amor
3 motivi per guardarlo
- Franco Battiato dietro la macchina da presa, una chicca per chi lo conosce solo come cantante
- La Sicilia anni '50 e '60 raccontata con un'atmosfera da sogno che ti fa sentire lì
- La scena del festival di Sanremo 1955 è un tuffo nel vintage italiano autentico
A chi piacerà
Se hai amato 'Mare Fuori' per il mood siciliano ma cerchi qualcosa di più introspettivo e meno drammatico. Perfetto per una serata tranquilla in cui vuoi un film che ti porti via senza fretta.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui non c'è niente
- Il ritmo è lento tipo documentario, skip se ti annoi facilmente
- La trama è più un flusso di ricordi che una storia con un inizio e una fine
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