Piccolo corpo
Inizi '900. In un'isoletta del Nordest Agata partorisce una bambina nata morta, e il prete della comunità di pescatori cui appartiene non può battezzarla. Ma la giovane donna non accetta che sua figlia resti "un'anima perduta nel limbo", vuole riconoscere la sua identità affinché non sia "mai esistita", e un uomo le indica la possibile soluzione: portare la piccola in Val Dolais, fra le montagne innevate dell'estremo nord, dove "c'è una chiesa in cui risvegliano i bambini nati morti". Basta un respiro, e si può dare loro un nome, liberandoli dal limbo. Agata intraprenderà il viaggio verso quel santuario a metà fra il religioso e il pagano, con la sua creatura dentro una scatola di legno, e sulla strada incontrerà Lince, un personaggio con molti segreti da difendere.
Vale la pena? — Piccolo corpo
3 motivi per guardarlo
- La scena del viaggio in barca di notte ti lascia senza fiato
- Celeste Cescutti ti fa sentire ogni passo di quel dolore senza una parola
- Il finale ti fa pensare per giorni, tipo quando hai visto la fine di Dark
A chi piacerà
Se hai amato l'atmosfera sospesa di The Leftovers o la malinconia di alcune puntate di Mare Fuori. Perfetto per quelle serate in cui vuoi un film che ti prende la testa senza urlare.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui zero
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è per tutti
- Le scene in dialetto friulano hanno sottotitoli obbligatori
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a dire la tua.