The Apprentice - Alle origini di Trump

The Apprentice - Alle origini di Trump

6.9 2024 120 min HD

New York, anni '70. Determinato a uscire dall'ombra del potente padre e a farsi un nome nel settore immobiliare di Manhattan, l’aspirante magnate Donald J. Trump agli inizi della sua carriera incontra l'uomo che diventerà una delle figure più importanti della sua vita: il faccendiere Roy Cohn. Vedendo del potenziale in Trump, il controverso avvocato — che aveva ottenuto le condanne per spionaggio contro Julius ed Ethel Rosenberg e aveva investigato sui sospetti comunisti insieme al senatore McCarthy — insegna al suo nuovo allievo come accumulare ricchezza e potere con l'inganno, l'intimidazione e la manipolazione mediatica. Il resto è storia.

Verdetto

Vale la pena? — The Apprentice - Alle origini di Trump

3 motivi per guardarlo

  • Sebastian Stan che interpreta un giovane Trump con una trasformazione fisica e vocale da paura
  • La chimica tossica con Roy Cohn (Jeremy Strong) ti fa pensare a una versione reale di Succession
  • La scena dove impara a mentire e intimidire è un manuale di sopravvivenza nel business

A chi piacerà

Se hai bingeato Succession e ti manca quel mix di potere e psicologia malata. Perfetto per chi segue la politica come fosse una serie tv e vuole capire come nasce un personaggio controverso.

3 motivi per non guardarlo

  • Se cerchi azione o colpi di scena stile The Boys, qui è tutto dialogo e tensione
  • Ti avverto: non è un biografico completo, si ferma agli anni '80
  • Se odi i film 'parlati' e lenti, questo ti farà guardare l'orologio

Commenti (5)

  • Mai capito perché facciano film su personaggi viventi e controversi. Qui Trump è dipinto come un semplice apprendista, manca completamente la complessità del personaggio storico. La regia è piatta, le scelte narrative prevedibili. Per carità, la fotografia è curata e Stan recita bene, ma non basta a salvare un progetto che sembra nato già vecchio.

  • spacca tantissimo

  • Boh, l'ho visto ieri sera e mi ha lasciato perplesso. Da un lato, la ricostruzione degli anni '70-'80 è dettagliata e coinvolgente, con un'atmosfera che ricorda un po' i film di Scorsese. Dall'altro, il finale mi sembra un po' frettoloso, come se volessero chiudere in fretta senza approfondire davvero la trasformazione di Trump in quello che è diventato. Forse aspettavo di più, ma ci sta come film da una volta.

  • Tre stelle e basta. Sebastian Stan fa il possibile ma il film è troppo didascalico, sembra una lezione di storia condensata.

  • La scena dell'asta immobiliare con il padre è l'unica che mi è rimasta impressa. Il resto è un biopic standard, niente di che.

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