The Happy Prince - L'ultimo ritratto di Oscar Wilde
Nella stanza di una decadente pensione di Parigi, Oscar Wilde trascorre gli ultimi giorni della sua vita e come in un vivido sogno i ricordi del suo passato riaffiorano, trasportandolo in altre epoche e in altri luoghi. Non era lui un tempo l’uomo più famoso di Londra? L’artista idolatrato da quella società che l’ha poi crocifisso? Oggi Wilde è un uomo malato, che ripensa con malinconia alle passioni che l’hanno travolto e con tenerezza al suo incessante bisogno di amare incondizionatamente. Rivive la sua fatale relazione con Lord Alfred Douglas e le sue fughe attraverso l’Europa, ma anche il grande rimorso nei confronti della moglie Constance per aver gettato lei e i loro figli nello scandalo. Ad accompagnarlo in questo ultimo viaggio solo l’amore e la dedizione di Robbie Ross, che gli resta accanto fino alla fine nel vano tentativo di salvarlo da se stesso e l’affetto del suo più caro amico Reggie Turner.
Vale la pena? — The Happy Prince - L'ultimo ritratto di Oscar Wilde
3 motivi per guardarlo
- Rupert Everett è Oscar Wilde in un ritratto che ti prende per la gola
- La scena della prigione con Colin Firth è pura intensità senza parole
- Ti fa capire perché Wilde era un rockstar dell'800, tipo il David Bowie della letteratura
A chi piacerà
Se hai amato la malinconia di 'Call Me By Your Name' o i drammi personali di 'Euphoria' senza il glitter. Perfetto per una serata pioggia quando vuoi qualcosa che ti resta addosso.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui zero
- Il ritmo è lento tipo documentario, ti avverto
- Skip se non ti piacciono i film biografici che scavano nell'anima
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