The Wrestler
Randy "The Ram" Robinson era un wrestler professionista di rinomata fama alla fine degli anni 80'. Vent'anni dopo tira avanti esibendosi per i fans del duro wrestling nelle palestre dei licei e nelle comunità del New Jersey. Allontanatosi dalla figlia, incapace di sostenere un vero rapporto, Randy vive per il brivido dello show, per l'adrenalina del combattimento e per l'adorazione dei fans che gli rimangono. Colto da un infarto durante un combattimento, il dottore gli dice di eliminare gli steroidi e di sospendere i combattimenti di wrestling. Costretto a lasciare lo show-business, Randy comincia a riflettere sulla sua vita. Prova a riallacciare i rapporti con sua figlia e inizia una relazione con una spogliarellista ormai non più giovanissima. Per un periodo le cose funzionano; tuttavia il richiamo della ribalta è troppo forte per lui e Randy si cimenta ancora una volta nel combattimento sul ring.
Vale la pena? — The Wrestler
3 motivi per guardarlo
- Mickey Rourke ti fa sentire ogni dolore fisico e mentale del wrestling, ti spacca la testa
- La scena del taglio con la lametta è cruda come un episodio di The Boys
- Il finale ti lascia con un nodo in gola che non scende per giorni
A chi piacerà
Se hai amato la caduta di BoJack Horseman o i drammi familiari di Mare Fuori. Perfetto per le serate in cui vuoi un film che ti prende a schiaffi e poi ti abbraccia.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione pura tipo John Wick, qui è tutto lento e introspettivo
- Ti avverto: scene di sangue reale del wrestling che fanno storcere il naso
- Il tono è deprimente a tratti, skip se sei giù di morale
Commenti (9)
boh, noioso da morire. Ho fatto fatica a finirlo.
Mai capito perché lo considerino un capolavoro. Sì, Rourke è bravo e la regia è pulita, ma la trama è così scontata. Wrestler in declino, problemi di salute, tentativo di riscatto con la figlia e una donna... l'ho già visto mille volte. Però devo ammettere che alcune sequenze, tipo quelle nel ring o al supermercato, sono girate benissimo e ti fanno quasi sentire il dolore fisico. Alla fine è un film che funziona più per le singole scene che per il tutto. Ci sta, ma non lo rivedrei.
La scena del taglio nel camerino con la musica degli anni '80 in sottofondo è quella che mi è rimasta più impressa. Rende perfettamente l'atmosfera di decadenza.
Mickey Rourke è devastante in quel ruolo, ma il film mi ha lasciato un senso di vuoto pazzesco. Non so se è un pregio o un difetto.
Che schifo... e ha pure vinto il Leone d'oro, non ci credo.