Una volta nella vita
Nella banlieu di Créteil, a sud-est di Parigi, il crogiolo di etnie e differenti confessioni religiose ha numeri ben sopra la media. Al liceo Léon Blum, in particolare, c'è una classe multiculturale litigiosa e indisciplinata che crea problemi al preside e al corpo docente. Solo la professoressa di storia, Anne Gueguen, pare essere in grado di farsi ascoltare da quei ragazzi. Non solo: contro il parere di tutti, inizialmente scoraggiata dagli studenti stessi, la Gueguen sceglie proprio la seconda esplosiva, anziché la gemella "europea" e più disciplinata, per partecipare al concorso nazionale della Resistenza e della Deportazione (CNRD) indetto dal Ministero della Pubblica Istruzione. L'incontro con la memoria della Shoah avrà un impatto indelebile sulla vita e sul comportamento dei ragazzi della banlieu.
Vale la pena? — Una volta nella vita
3 motivi per guardarlo
- La prof che scommette sulla classe più problematica e li trasforma, tipo Coach Carter ma in Francia
- Le scene di dibattito in classe sono più intense di quelle di Mare Fuori
- Il finale ti lascia con un nodo in gola senza essere cringe, ti fa pensare
A chi piacerà
Se hai amato i momenti più umani di Euphoria o le storie di riscatto tipo The Blind Side. Perfetto per quando vuoi qualcosa che ti coinvolga senza bisogno di effetti speciali.
3 motivi per non guardarlo
- Se cerchi azione o colpi di scena, qui è tutto sui dialoghi
- Il ritmo è lento, ti avverto, non è una maratona da binge
- La trama è prevedibile, non aspettarti sorprese tipo From
Commenti
Ancora nessun commento. Sii il primo a dire la tua.